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Preoccupazione per l'ex Ilva

Le dichiarazioni del Sindaco Muliere dopo il tavolo regionale

Date :

18 June 2026

Preoccupazione per l'ex Ilva
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Dopo il recente tavolo di crisi sull’ex Ilva svoltosi a Novi Ligure, il Sindaco Rocchino Muliere torna a sollecitare interventi immediati da parte dell'esecutivo, esprimendo forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento e dei suoi dipendenti.
«Ringrazio il Presidente Cirio per aver accolto subito la mia richiesta di convocazione. L’iniziativa – sottolinea Muliere -ha avuto il merito di rimettere al centro il confronto istituzionale e le difficoltà dei lavoratori. Preoccupa però lo stallo delle trattative che coinvolgono il fondo americano Flacks Group e il gruppo indiano Jindal Steel International. Nonostante le rassicurazioni su una possibile chiusura entro ottobre, sussistono forti dubbi sulla tempistica e sulle reali intenzioni dei potenziali acquirenti. In particolare, destano preoccupazione le voci di una drastica riduzione del personale che il gruppo Jindal intenderebbe attuare qualora subentrasse nella gestione».

Durante l'incontro è stato concordato che la Regione Piemonte rediga un documento di sintesi per riaffermare la volontà di mantenere unito il gruppo ex Ilva. Inoltre, le Regioni Piemonte, Liguria e Puglia promuoveranno un’azione concordata per chiedere l'apertura di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi e sollecitare un intervento finanziario del Governo, nel rispetto delle normative europee, considerato indispensabile per gestire la transizione e garantire l’operatività degli impianti. 

«Personalmente – aggiunge il Sindaco – ritengo che la priorità assoluta resti la tutela dei 550 lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure, delle loro famiglie e di tutto l’indotto. Oggi gli obiettivi di produzione rischiano di dimezzarsi, passando da 4 a soli 2 milioni di tonnellate, con una conseguente perdita di quote di mercato. Inoltre, la carenza di manutenzione non solo riduce l’efficienza degli impianti, ma mette a rischio la sicurezza del personale, rendendo la situazione insostenibile nel breve periodo». «È assurdo – conclude Muliere – che l'Italia rischi di uscire dal settore siderurgico proprio mentre la domanda mondiale di acciaio è in crescita. Ciò dimostra la totale assenza di una strategia industriale per il futuro. Continueremo a batterci, in sinergia con gli altri Enti, a difesa di un asset fondamentale per il nostro territorio e per l’intero sistema economico nazionale».

Last update: 18 June 2026, 17:06

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